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UNA SEMPLICE CLASSIFICAZIONE DELLE NUVOLE

 

Le nuvole si possono molto semplicemente classificare in due tipi a seconda che si estendano maggiormente nel senso dell'altezza (cumuli) o della larghezza (strati).
Questa semplice osservazione può permettere di distinguere in linea di massima il tipo di nuvole responsabile di piogge persistenti e diffuse (strati) da quelle che causano rovesci e temporali (cumuli). Non è sempre facile distinguerle, ma se si riesce si può già avere una idea del tempo che ci aspetta, posto che le nubi a forma di cumulo (cumuliformi) sono diffuse nelle stagioni calde, quelle stratiformi in quelle fredde. Quando riusciamo ad osservare una nube un pò da lontano o nel caso in cui si rompa lasciando squarci di sereno è facile: una nuvola cumuliforme ha uno spessore notevole, quella stratiforme no, è molto più piatta.
Ovviamente strati e cumuli si combinano fra di loro e nelle varie altezze per formare altri tipi di nuvole, ma la nuvola temporalesca è detta cumulonembo e si riconosce dalla notevole estensione verticale che può essere anche di diversi chilometri, arrivando fino alla cima della troposfera, lo strato di atmosfera che contiene le nuvole e dove si svolge anche la nostra vita.
Un caso particolare del periodo invernale è quello degli strati bassi che si formano quando le nebbie si alzano dalle pianure. In questo caso possiamo considerarle nuvole a tutti gli effetti, anche se chi vi è avvolto, magari a pochi metri sopra la pianura, sulle prime colline, potrebbe essere decisamente in disaccordo.

 

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